Rebecca Pierrette Ar-Rayes
23 Marzo 2007

Nasce a Himlaya, villaggio del Metn settentrionale (Libano), nel 1832. Il suo nome di battesimo in arabo è Boutroussyeh, che corrisponde all’italiano Pierina. Nel 1853 si presenta alla Congregazione delle suore Mariamât (Figlie di Maria) nel loro convento di Nostra Signora della Liberazione a Bifkaya. Accolta come postulante, compie il noviziato, pronuncia i voti nel 1856, studia da maestra e poi incomincia la sua missione di catechista e insegnante nei villaggi di montagna. Ma nel 1871 entra nel monastero di San Simeone, ad Aitou, e fa la professione solenne dei voti nel 1872 prendendo il nome di Rafka, Rebecca. Una nuova famiglia religiosa e soprattutto un nuovo servizio, che non consiste più nell’insegnare, ma nel soffrire. Dolori tremendi alla testa e agli occhi, dovuti anche a un’operazione sbagliata, e accettati con la certezza di partecipare in questo modo alla passione del Signore. Muore nel 1914.

Gli altri santi. Ottone Frangipane, eremita (1040 - 1127); Turibio de Mogrovejo, vescovo (1538 - 1606).
Letture. Sapienza 2, 1.12-22 («Condanniamo il Giusto a una morte infame»); Salmo 33 («Ascolta, Signore, il grido del tuo povero»); Giovanni 7,1-2.10.25-30 («Cercavano di arrestare Gesù, ma non era ancora venuta la sua ora»).

Ambrosiano. Feria aliturgica

 

 

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